LARGO AI GIOVANI… NEROVERDI

PAROLA DI GIUSEPPE “PEPPINO” CARELLA

Mister Giuseppe Carella, per gli amici e i più stretti collaboratori semplicemente “Peppino”, è la classica figura che chiunque vorrebbe nel tumultuoso mondo del Calcio. E non solo lì. Saggio, disponibile, operoso, volenteroso, capace, factotum e totem, esperto, umile, umile e umile. Da farti quasi vergognare, quando gli sei accanto per assolvere il tuo di dovere… Un tecnico, uno sportivo, un uomo dal quale chiunque potrebbe soltanto imparare a “stare al mondo”. A prescindere da dove, come, quando e con chi tu abbia giocato, allenato, vinto o perso. Negli ultimi anni, nella Bitonto calcistica si sono avvicendati allenatori, calciatori, collaboratori e persino colori, ma lui no, Peppino è rimasto sempre ben saldo al suo posto: sul campo. Poco importa quale fosse il ruolo scoperto da garantire alla società, lui ha sempre e solo risposto PRESENTE. Con il sorriso sulle labbra e la schiena ricurva, perché lui non conosce minimamente l’espressione “starsene con le mani in mano”…
Buona lettura e FORZA BITONTO, ragazzi!

Ciao Peppino. Lanciamo questa mini-intervista ricordando a tutti i nostri lettori da quanti anni sei nel giro del Calcio a 11 bitontino, tra Omnia e U.S. Bitonto, e con quali mansioni.

“La mia esperienza a Bitonto è iniziata e continua grazie a persone come Leonardo Rubini, Nicola Caldarola e Domenico Racaniello, oltre che per volontà del Presidente, ovvio. Per due anni di fila sono stato nello Staff dell’Omnia Bitonto, dove ho ricoperto svariati ruoli come allenatore della Juniores, allenatore in seconda e preparatore dei portieri Prima Squadra; da un anno sono nell’U.S. Bitonto, attualmente collaboro con Mimmo Caricola e con Gaetano Fanelli, rispettivamente nelle categorie Juniores Nazionali e Allievi Regionali. Diciamo che sono un collaboratore tecnico a tutto tondo”.

Nelle recenti stagioni, in seno al Settore Giovanile neroverde, sono cambiati i calciatori, i tecnici, i collaboratori, quasi tutto insomma… Eppure, Peppino Carella ha sempre avuto un suo “posto”, in mezzo o a bordo campo che fosse. Come mai ti ritengono tutti così prezioso, nella formazione dei calciatori in erba della nostra città?

“Ritengo che un allenatore, di qualsiasi genere, debba essere innanzitutto un educatore: nei miei quarant’anni di esperienza nel mondo del Calcio, soprattutto nelle categorie giovanili, ho cercato sempre di insegnare ai calciatori valori come la correttezza, l’educazione, il rispetto nei confronti dell’arbitro e degli avversari; non ultima, l’importanza dell’unione del gruppo che può aiutare tantissimo anche per raggiungere un gioco di squadra davvero corale”.

Nella tua carriera, fra Bitonto, Bari e tutto l’hinterland annesso, hai visto passare centinaia e centinaia di giovani giocatori, qualcuno di questi crescendo bene a tal punto da mettersi in mostra anche nel “Calcio dei Grandi”. Puoi citarci dei nomi di atleti con cui hai avuto il piacere di collaborare che sono arrivati a giocare a buoni livelli? Magari spunta anche qualche ex o attuale neroverde…

“Ho avuto la fortuna e la soddisfazione di seguire ragazzi che poi hanno avuto carriere calcistiche anche a livelli importanti. La gratificazione più grande è stata probabilmente quella di vedere come, a distanza di tanti anni, alcuni mi abbiano cercato per scambiare due chiacchiere con il loro ‘vecchio’ mister… Uno di questi, ad esempio, è stato il portiere Roberto Maurantonio (portiere barese ritiratosi da poco che può vantare oltre duecento presenze tra i professionisti, con le maglie di Ascoli, Martina, Lanciano, Piacenza, Taranto, Andria, eccetera, ndr). Ho visto Roberto calcare i campi da calcio fin da quando era un ‘pulcino’, crescere nel Club Paradiso ed infine approdare alle giovanili del Bari, dove ora allena i portieri. Ricordo che mi contattò dopo un infortunio alla clavicola per pianificare un programma di allenamenti utile a ritornare in campo nel minor tempo possibile, quando giocava ad Ascoli, in B. Fu quello un grandissimo orgoglio per me. Altri ragazzi che ho seguito sono stati Gigi e Michele Anaclerio, Nicola De Santis, Antonio La Fortezza e tanti tanti altri…”.