UNA PARTITA, MILLE MOTIVAZIONI PER CENTRARE L’OBIETTIVO

Era un venerdì di metà settembre. In quel giorno fu spezzato il sogno di una intera comunità, atteso 99 lunghissimi anni. Il senso di rabbia e ingiustizia si mescola, nelle ore immediatamente successive, ai dubbi e alle incertezze, ai silenzi e alle paure di una intera città. Ma l’amore per i colori neroverdi andò ben oltre ogni forma di smarrimento e di amarezza.

Si ripartì. In fretta e furia. Dalle ceneri di un’estate che travolse il calcio bitontino.

Ricominciò l’avventura, nel mare della fatica e delle difficoltà. Costruendo una squadra in pochissime frenetiche ore, affrontando pochi giorni dopo subito la prima di campionato senza un briciolo di preparazione. Una squadra che ha dovuto fare sul serio sin da subito, senza avere la giusta birra in corpo, senza avere le giuste alchimie dentro e fuori al campo. Ragazzi arrivati a Bitonto, presi e gettati nella mischia.

Ma il leone sa che deve essere più forte di tutto e di tutti. E prova a farlo. In una stagione di autentica resilienza neroverde: tre ondate Covid nel gruppo squadra, a Novembre, Gennaio e Marzo; una serie interminabile e mai vista prima di sfortuna ed infortuni, tra crociati, legamenti, problemi muscolari e ossei di ogni genere, persino un malanno cardiaco. E poi partite disgraziate, un cambio di guida tecnica per provare a dare uno scossone all’ambiente, il tour de force di febbraio con otto partite in venticinque giorni. E ancora, le tragedie di inizio Aprile, con le perdite del presidente onorario Giuseppe Rossiello e della voce Ciccio Marrone.

Ma solo un grande gruppo, solo veri uomini sanno compattarsi, sanno chiudersi all’interno di uno spogliatoio per guardarsi negli occhi, sanno far fronte a qualsiasi disavventura e sanno a rialzarsi.

A inizio febbraio eravamo terzultimi (vero, con alcune partite da recuperare, ma pur sempre lontani dalle zone nobili della classifica). Da allora la scalata, lenta, faticosa, silenziosa, inesorabile. Poi arriva l’impresa di Casarano, che apre scenari impensabili solo qualche settimana prima. Si giunge così all’ultima di campionato e siamo padroni del nostro destino, artefici del nostro futuro, senza dipendere da nessun altro.

Ora non ci resta che fare una cosa sola.

Vincere, per ripagare tutti gli sforzi di una stagione incredibile e irripetibile nella sua straordinaria eccezionalità.

Vincere, per concludere con un grande sorriso questo faticoso cammino e regalarsi la vetrina dei playoff.

Vincere, per dimostrare che Bitonto e il Bitonto sanno lottare, sanno soffrire, sanno combattere e sanno reagire.

Avanti leoni neroverdi, un ultimo sforzo. Per tutti noi e per chi c’è sempre stato al nostro fianco!