LARGO AI GIOVANI… NEROVERDI

PAROLA DI FRANCESCO PAPPAPICCO

Altro giro, altra mini-intervista. La nostra immancabile rubrica del mercoledì dedicata ai protagonisti del Settore Giovanile neroverde esce stavolta dal campo, ma di pochissimo, dopo le tre chiacchierate consecutive con i calciatori in erba Favia, Romanelli e Zaza, per tornare a sondare pensieri e parole di un componente dello Staff, tra i più giovani del lotto. Ladies and gentlemen, ecco a voi Francesco Pappapicco da Sannicandro di Bari (con certificate origini bitontine però), il Dottore in Scienze Motorie a cui sono affidati i muscoli, i polmoni e, indirettamente, anche le menti dei soldatini agli ordini di mister Caricola, essendone il suo fidatissimo preparatore atletico
Bando alle ciance, buona lettura!

Ciao Francesco. Come hai lasciato i ragazzi? Nessuno più di te può spiegarci il loro stato di forma, dopo settimane un po’ complicate…

“La maggior parte dei ragazzi è in un buono stato di forma, tuttavia ne abbiamo diversi che in questo momento stanno recuperando da problemi muscolari, per fortuna di lieve entità. Purtroppo, a causa della situazione d’emergenza legata al Covid-19, diventa spesso complicato impostare un programma di allenamento organico e graduale; siamo passati da affrontare una gara ufficiale saltando quasi del tutto la fase di preparazione atletica ad interrompere gli allenamenti collettivi… Per questi motivi evidenti, è stato difficile per me impostare un carico adeguato, soprattutto per quanto riguarda i successivi allenamenti a distanza, e per i ragazzi adattarsi continuamente a nuovi stimoli”.

Illustraci nello specifico i lavori assegnati al gruppo durante le settimane di allenamenti “a distanza”. Sono stati svolti anche dei lavori individuali in quella fase?

“Nelle settimane di allenamento a distanza sono stati svolti solo lavori individuali per il miglioramento delle capacità generali, tra cui resistenza, forza, velocità e mobilità articolare. In particolare, le sedute di forza si sono svolte sulla piattaforma online ‘Meet’, in modo da mantenere in contatto tutto il gruppo e monitorare gli allenamenti di ciascun ragazzo”.

Tu sei stato un calciatore di buon livello fino a poco tempo fa (con esperienze anche in Eccellenza e Serie D, ndr); quanto può aiutarti questo nel capire e gestire, non solo da un punto di vista atletico ma anche mentale, un gruppo di giovani giocatori?

“Davvero tanto! Insieme all’esperienza sul campo e al continuo studio, all’aggiornamento professionale, è un fattore che può fare la differenza. È molto importante provare gli allenamenti prima di proporli e nel mio caso, essendomi allenato come calciatore per tanti anni, riesco a percepire bene le loro sensazioni e a gestire le diverse situazioni che si vengono a creare. Inoltre, all’occorrenza, posso dare una mano a mister Caricola anche sotto l’aspetto tecnico-tattico (da lui fin qui ben accetta) e credo che anche questo sia un fattore molto importante all’interno del sistema di collaborazioni e sinergie necessarie in un gruppo di lavoro. Infine, grazie alle mie precedenti esperienze da giocatore, riesco ad avere sempre un ottimo rapporto con i ragazzi”.